aBulescence. Note in calce di Matteo Belli

Matteo Belli è un giovane pianista e direttore d’orchestra, nonché compositore, nato a Fiesole nel 1987. Ci conosciamo da alcuni anni. Una bella amicizia, fatta di poesia e di musica, ma sempre nel segno dell’umano. Lontano da ossessioni e idolatrie, vivendo i nostri retroterra per quello che sono: il bagaglio che ci compete e ci rimette in discussione ogni giorno. 
L’anno scorso (o due anni fa?), Matteo ci ha confidato l’intenzione di trasferirsi – almeno per un tempo – negli Stati Uniti. Da quella trasferta, rivelatasi quanto mai opportuna, è nata “aBulescence”: è lui stesso a raccontarci di cosa si tratta, in questo “brogliaccio” che vuole aprire una nuova rubrica di Nuova Ciminiera: “Note in calce”, dedicata ai backstage degli artisti; i “dietro le quinte” di cui generalmente non si parla e che invece sono, quanto meno, interessantissimi. 

aBulescence
musiche di M. Belli e J. S. Bach

13 Febbraio 2019, 
Leith Symington Griswold Hall – Peabody Institute (The Johns Hopkins University) – Baltimora, Stati UnitiL’idea di aBulescence è nata l’anno scorso durante i miei studi al Peabody Institute della Johns Hopkins University, dove ho avuto l’onore di lavorare con un compositore della statura di Michael Hersch. In questo concerto, ho programmato due lavori da camera, “Lei, piangente” e “Mysterion”, rispettivamente eseguiti in prima americana e prima assoluta, insieme a tre brani per pianoforte solo. In alternanza alle mie composizioni, ho inserito alcuni movimenti dalle Suites per violoncello solo di J.S.Bach, in un vero e proprio dialogo in cui emerge sia l’influenza della scrittura bachiana per violoncello, strumento presente in entrambi i miei brani, che una comune finalità espressiva.Ho aperto il concerto con “aBulescence”, “Crystal Tune” e “Melody”, tratti dal ciclo Songs f(or) a Loss per pianoforte solo, una sorta di diario musicale che da anni accompagna la mia scrittura. Ciascuna pagina nasce quasi di getto in forma di aforisma dal flusso creativo di un altro lavoro più esteso, della cui esplosione rappresenta come un ultimo e lontano frammento, con una propria risonanza aperta a nuove suggestioni.

Il secondo pezzo, Lei, piangente (On a Shore of Cries) per flauto, clarinetto, vibrafono, violoncello e pianoforte, è stato finalmente eseguito in premiere americana, dopo due recenti eventi al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (giugno 2018) e all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles (dicembre 2018). Nell’estate 2017, quando ricevetti la commissione del lavoro dalla residenza artistica Camere Contemporanee presso la Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, il tema del festival era “Contemplazione ed estasi”. Decisi così di ispirarmi ad una lontana ed eppur vivida esperienza, accadutami con “Nude Woman with Neclklace” (1968) di Pablo Picasso, opera in cui egli dipinse la sua seconda moglie Jacquelin Roque. Durante quella visita al Tate Modern di Londra, mi sentii investito da un’energia suadente, primordiale, che fuoriusciva con una propulsione gentile. Questa esperienza di contemplazione ed estasi – il quadro che mi guardava e inondava e viceversa – è stato in qualche modo il retroterra emotivo e concettuale da cui ho concepito la natura del mio brano, con le sue oscillazioni tra la assertività della sezione ritmico-propulsiva centrale, così chiara nel suo crescendo progressivo ed inesorabile, e la nebulosità o vaghezza  sia della prima parte che del finale, in cui le armonie suadenti e le brevi cellule motiviche si susseguono sì con direzione, ma non senza lievi margini di imprevedibilità, come alludendo a diverse possibilità di sviluppo.

Il cuore del programma è rappresentato da Mysterion, prima bozza di un’opera-oratorio ispirata al film “Stalker” (1979) di Andrej Tarkovskij, dal cui nucleo espressivo ho tratto il titolo del concerto. È proprio il tema dell’abulìa che è diventato poco a poco il tema preponderante di questo progetto, poiché i personaggi tarkovskiani mi hanno affascinato per l’inquietante implosione della loro energia volitiva – implosione che rappresenta soprattutto l’abdicazione della coscienza in favore di una tranquillità, come si direbbe, “borghese”.

 

Con la preziosissima collaborazione dei musicisti del Peabody Institute: Arianna Arnold, Katelyn Aungst, Hilo Carriel, Sandra Chang, Tess Clark, J.T.Hassell, Andrew Im, Gyu Ri Kim, Elias Leceta, Hang Liu, Mafalda Santos.
Grazie infinite,
Matteo

 

 

Matteo Belli

Matteo Belli (Fiesole, 1987) è un compositore, direttore e pianista attivo sia in Italia che negli Stati Uniti. La sua musica per orchestra, ensemble, quartetto d’archi, duo e pianoforte solo è stata eseguita dall’ Orchestra del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra da Camera Fiorentina, Peabody Symphony Orchestra, Ensemble degli Intrigati, Ensemble di Musica Contemporanea “L.Dallapiccola”, Ensemble DMC della Scuola di Musica di Fiesole, Altre Voci Ensemble e Solisti dell’Orchestra da Camera Fiorentina. Fortissima la sua fascinazione per le arti visive e la letteratura, insieme a tematiche di attualità.

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